COMUNICATO STAMPA 26 AGOSTO 2026
Sanità provinciale, CSE Sanità: basta rincorrere l’emergenza, serve una visione per il futuro
ALESSANDRIA – La situazione della sanità provinciale e le difficoltà che stanno interessando il personale non possono essere considerate una semplice emergenza estiva. Turni complessi, carenza di organico, difficoltà nella programmazione e crescente pressione sugli operatori sono segnali di un problema che richiede una risposta strutturale.
Per CSE Sanità è arrivato il momento di spostare il confronto dall’emergenza alla programmazione.
Dietro ogni turno c’è un lavoratore: infermiere, OSS, tecnico, professionista sanitario, amministrativo. Persone che ogni giorno garantiscono la continuità dei servizi e che non possono diventare la soluzione alle carenze organizzative del sistema. Le prestazioni aggiuntive possono rappresentare uno strumento temporaneo, ma non possono sostituire una seria politica di reclutamento e programmazione del personale.
Allo stesso tempo, quando il personale è insufficiente, il problema non riguarda soltanto chi lavora. Riguarda la qualità dell’assistenza e la capacità della sanità pubblica di rispondere ai bisogni dei cittadini.
Quale sanità vogliamo tra cinque o dieci anni? È questa la domanda dalla quale, secondo CSE Sanità, bisogna partire.
La provincia di Alessandria sta attraversando una fase importante di trasformazione della propria rete sanitaria, con il nuovo ospedale di Alessandria, lo sviluppo della medicina territoriale e la riorganizzazione dei diversi presidi.
Ma possiamo progettare strutture e servizi senza programmare contemporaneamente le persone che dovranno farli funzionare? Noi riteniamo di no.
La programmazione delle infrastrutture deve andare di pari passo con quella del personale: fabbisogni, assunzioni, professionalità, formazione, valorizzazione e capacità di attrarre e trattenere operatori sanitari.
Il futuro di Acqui Terme
In questa discussione non può essere lasciato ai margini Acqui Terme.
Il futuro del presidio acquese deve essere definito con chiarezza all’interno della futura rete sanitaria provinciale. Non si tratta semplicemente di difendere ciò che esiste oggi, né di mettere i territori in competizione.
La domanda è concreta: quale funzione avrà Acqui Terme nella sanità provinciale del futuro? Quali servizi saranno garantiti e con quale personale?
Lo stesso ragionamento deve valere per Alessandria, Novi Ligure, Tortona e Casale Monferrato.
Non servono ospedali in competizione tra loro, ma una rete nella quale ogni presidio abbia una funzione chiara, risorse adeguate e personale sufficiente.
Servono dati e programmazione
CSE Sanità ritiene necessario conoscere la reale situazione della dotazione organica, struttura per struttura e profilo per profilo: posti previsti, posti coperti, carenze, pensionamenti, fabbisogni futuri e professionalità più difficili da reperire.
Solo partendo da dati trasparenti si può costruire una programmazione seria.
E non basta parlare soltanto di assunzioni. Bisogna rendere il territorio attrattivo per i professionisti, intervenendo sulla valorizzazione economica e professionale, sulla formazione, sull’organizzazione del lavoro, sul welfare e sulla conciliazione tra vita e lavoro.
Per queste ragioni CSE Sanità ritiene necessario aprire un confronto complessivo sul futuro della sanità provinciale, coinvolgendo Regione Piemonte, Aziende sanitarie, istituzioni territoriali e rappresentanze dei lavoratori.
Un confronto che affronti insieme personale, organizzazione, rete ospedaliera, medicina territoriale e futuro dei singoli presidi.
Non un tavolo per gestire l’ennesima emergenza, ma per programmare i prossimi anni.
CSE Sanità non vuole limitarsi a denunciare i problemi. Vuole contribuire a costruire soluzioni.
La nostra posizione è chiara: una sanità pubblica forte, una rete territoriale equilibrata, personale sufficiente e valorizzato e condizioni di lavoro dignitose.
Alessandria, Acqui Terme, Novi Ligure, Tortona e Casale Monferrato devono essere parte di una stessa strategia.
Perché il futuro della sanità provinciale non può essere deciso rincorrendo l’emergenza.
È il momento di programmare, di confrontarsi e di decidere quale sanità vogliamo per il nostro territorio.
IL COORDINAMENTO TERRITORIALE CSE SANITA’-FLP PIEMONTE
